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 Oggetto del messaggio: 15.11.2008 > 100 anni fà nasceva il mitico Karl ABARTH
Numero Post: 1 MessaggioInviato: domenica 9 novembre 2008, 9:59 
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100 anni fà nasceva il mitico Karl ABARTH

da http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Abarth

Cita:
Carlo Alberto Abarth, nato Karl Abarth (Vienna, 15 novembre 1908 – 24 ottobre 1979), è stato un imprenditore austriaco naturalizzato italiano.

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Cenni biografici
Carlo Abarth nacque in Austria da una famiglia agiata; fin da piccolo ha coltivato la propria passione per la velocità, inizialmente grazie alla bicicletta, con cui partecipò ad alcune competizioni.

A 16 anni decise di entrare nelle officine della Castagna & C., un laboratorio che collaborava con la facoltà di ingegneria di Vienna per le meccaniche di precisione, e in quella della Degan, dove si fabbricavano telai di motociclette. In questo modo riuscì a farsi una formazione completa su quello che riguarda la ciclistica e la motoristica di un mezzo.

L'esperienza in queste officine gli valse una certa visibilità: venne notato dal campione di motociclismo Josef Opawsky, che lo introdusse alla scuderia della Motor Thun, la storica fabbrica di motociclette. Abarth lavorò alle revisioni dei veicoli e al collaudo di nuove soluzioni, e grazie a questa attività potrà, quasi ventenne, creare il suo primo telaio motociclistico in collaborazione con la Degan.

Durante il suo rapporto con la Thun, fu coinvolto in una vicenda tormentata: durante il Gran Premio d'Austria fu chiamato a sostituire un pilota della scuderia, malato. Nella prima sessione di prove fece registrare subito il miglior tempo. Accusato dai piloti e dai suoi stessi compagni di squadra, tra cui lo stesso Opawsky, di aver truccato il veicolo, dovette cambiare mezzo in occasione della seconda prova. Abarth ottenne ancora la pole position migliorando nuovamente il tempo. Tutto questo provocò una serie di malumori tra i piloti che videro nel giovane Abarth una minaccia. Il giorno della gara Abarth fu però costretto al ritiro per un guasto meccanico, e la stampa dell'epoca sollevò l'ipotesi che il suo mezzo fosse stato sabotato.

Dunque, in rotta con la Thun e ostracizzato dal mondo delle scuderie, decide nel 1929 di comprarsi una moto usata (una Grindlay-Peerless 250cc?) che lui rielabora rendendola più leggera e adatta alla pista. La prima vittoria arriva qualche mese dopo a Salisburgo. Subito dopo, Abarth viene notato da scuderie inglesi e tedesche. In particolare con la DKW correrà qualche gara. Nel frattempo, Karl costruisce la sua prima motocicletta con il marchio Abarth, motore monocilindrico a 2 tempi 250cc raffreddato ad acqua addirittura da 2 radiatori. La doppia attività di corridore e costruttore lo porterà ad un intenso periodo di attività, bruscamente interrotto in seguito ad un incidente il 4 maggio del 1930 a Linz, durante l'annuale corsa Wien-Innsbruck. La rottura del ginocchio gli impedirà di continuare la corsa e il prosieguo dell'attività agonistica. Naturalmente, Abarth però non riesce a stare lontano dalle piste: difatti, il nuovo mezzo utilizzato sarà un sidecar, che gli permette una maggiore sicurezza in gara. Tornato a lavorare alle officine Degan, sperimenta una nuova marmitta e un sistema di scarico.

Una Abarth 500 (1973)Abarth era anche una persona che si intendeva di marketing: è del 1932, infatti, la grande sfida che lui lancia all'Orient-Express. La tratta di 1370 chilometri che separano Ostenda da Vienna. Un percorso irto di ostacoli fisici, burocratici, ambientali. La sfida viene ampiamente coperta dai media dell'epoca e permettono un grande ritorno di immagine per Abarth e le officine dove lavora. In seguito alle difficoltà della seconda guerra mondiale e dell'anschluss nazista, nel 1939 Abarth diventa italiano e continua a correre con il suo sidecar per la Slovenia, allora già Jugoslavia. Nel pressi di Lubiana, tuttavia, un altro incidente lo allontanerà definitivamente dalla partecipazione attiva alle corse. Dopo qualche anno a Lubiana come direttore tecnico di una scuderia, Abarth si trasferisce prima a Trieste poi, in seguito alla questione dalmata, si rifugia a Merano.

Ottenuta nel 1946 una lettera di incarico dal fondatore della Porsche, Ferdinand Porsche, Abarth riesce a costruire presso la Cisitalia una squadra corse con Tazio Nuvolari. Il campione mantovano, coadiuvato da Carena, riporterà con una spider la vittoria della prima millemiglia del secondo dopoguerra, nella categoria Sport1100 e il secondo in classifica generale.

Tuttavia, questi successi non impediscono la chiusura della Cisitalia, che pur vantando un primato tecnico, non riesce a far fronte ai crescenti costi che un'industria di questo tipo richiede. Nel 1949 Abarth, coadiuvato dal pilota Guido Scagliarini, decide di aprire l'azienda che porta il suo nome, scegliendo come simbolo proprio il suo segno zodiacale, lo scorpione. La ditta specializzata in elaborazioni omonima prende la sede a Torino dove, alla fine dell'anno conta già oltre 30 dipendenti. Partendo proprio dalla liquidazione dalla fallita Cisitalia, dalla quale ottiene alcuni autoveicoli, costruisce una scuderia con piloti del calibro di Nuvolari, Bonetto, Cortese. La squadra corse conferma l'intuito imprenditoriale di Abarth che utilizza le vittorie del team come volàno per trainare il fatturato della ditta. Abarth capisce come differenziare la sua officina rispetto alle altre e comincia a commercializzare kit per l'elaborazione della propria vettura che possono acquisire potenza e velocità molto superiori rispetto alle vetture di serie. Il primo prodotto è proprio il kit di trasformazione del comando cambio della "topolino". La invenzione che però renderà celebre il marchio dello scorpione è quella legata all'impianto di scarico dell'auto. Le marmitte così elaborate acquisiscono un suono più potente, oltre a migliorare ampiamente le prestazioni. Altri prodotti Abarth saranno le pompe acqua e i gruppi collettori. Abarth troverà nel prolifico settore delle marmitte e delle elaborazioni la redditività necessaria per sperimentare nuovi modelli di autoveicoli e investire nel reparto corse. È proprio del 1951 la presentazione delle vetture 204A e 205A. Quest'ultima, una berlinetta da corsa, al salone dell'auto di Torino riscuote un buon giudizio dalla critica specializzata e dal pubblico. Ma è la 1500, venuta alla luce nel 1952, a dare all'officina di Abarth la massima visibilità: il coupé a due posti, 3 fari frontali di cui uno centrale, la linea aggressiva e avvenirisitica fanno di questo modello un pezzo unico, presto acquistato da un produttore americano Packard di Detroit. Ancora una volta si confermano le doti di Abarth, in perfetto equilibrio tra capacità di marketing e quella imprenditoriale. Anche la nuova 1100, lanciata da FIAT nel 1953, rappresenta per la Abarth la possibilità di creare ulteriore valore da un mezzo esistente. Proprio in quell'anno i risultati aziendali danno ragione ad Abarth: 70 dipendenti, esportazioni al 10% del fatturato totale, quasi 50.000 marmitte prodotte. Intanto, l'attività agonistica continua con l'elaborazione di una Ferrari 166 mille miglia, su cui vengono applicati dei blocchi di alluminio per diminuirne il peso.

È del 1955, però, la grande intuizione di Abarth di rielaborare una Fiat 600 per ricavarne una piccola sportiva, la "750 GT". Questa vettura rappresenta il gioiellino con cui la Abarth definisce il nuovo standard delle vetture rielaborate. La vettura infrange diversi primati alla Mille Miglia e a Monza. Lo stesso risultato verrà ottenuto nel 1958 quando sulle 500, rielaborate dai carrozieri Zagato e Pininfarina, Abarth decide di intervenire. Di lì a poco uscirà la vera e propria 500 Abarth, con impianto di scarico della ditta e carburatori Weber. La vettura stupirà nuovamente tecnici e addetti ai lavori. È la svolta: Abarth confeziona con Vittorio Valletta, amministratore delegato, un accordo per cui per ogni record o vittoria ottenuto da una vettura Fiat Abarth, Fiat avrebbe corrisposto all'imprenditore un premio in denaro in relazione all'importanza della manifestazione. Le innumerevoli vittorie del marchio negli anni sessanta rendono Carlo Abarth un personaggio molto popolare in Italia. Divertente è l'aneddoto per cui Abarth al circuito del Garda del 1962, cui partecipavano solo vetture dello Scorpione, raccomanda ai piloti di procedere con sportività e giocandosi la palma del vincitore solo agli ultimi giri. Parole disattese perché pare siano stati frequenti i comportamenti al limite.

Specializzatosi in elaborazioni sportive di modelli FIAT e nella costruzione, in pezzi a numero limitato, di vetture granturismo, nel 1971 cedette l'azienda alla casa torinese.

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 Oggetto del messaggio: Re: 15.11.2008 > 100 anni fà nasceva il mitico Karl ABARTH
Numero Post: 2 MessaggioInviato: domenica 9 novembre 2008, 10:06 
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ABARTH

da http://it.wikipedia.org/wiki/Abarth

Cita:
L'Abarth fondata nel 1949 dall'ingegner Karl Abarth, è un'azienda esperta di elaborazioni di autovetture prodotte in grande scala, prevalentemente Fiat. Il successo dell'azienda dell'italo-austriaco si deve soprattutto alle marmitte omonime, prodotte per un gran numero di vetture, oltre alle Fiat anche Alfa Romeo, Lancia, Simca e Porsche.

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Il logo aziendale fu da subito uno Scorpione, dal segno zodiacale del fondatore, e cominciò ad ornare ben presto delle autovetture da competizione, le prime delle quali assemblate partendo da telai acquisiti dal fallimento di una storica casa automobilistica, la Cisitalia.

L'azienda rimase indipendente fino al 1971, anno in cui venne acquistata dalla Fiat e da quel momento rimase come denominazione delle versioni maggiormente sportive di vari marchi del gruppo, oltre che della capofila anche dell'Autobianchi. La collaborazione avvenne anche a livello progettuale con la Lancia, per la quale, in collaborazione anche con Pininfarina, venne ad esempio concepita la Lancia Rally 037.

L'inizio
Nel dopoguerra, si era affacciata la Cisitalia, che si avvaleva dell'esperienza di un giovane elaboratore, mutuato direttamente dall'azienda motociclistica Motor Thun, dove si fece conoscere anche come pilota, Carlo Abarth. Dopo il fallimento della Cisitalia, Abarth riutilizzò alcune auto che ebbe come saldo. Ma il vero successo iniziò con un accessorio che avrà molta popolarità: la Marmitta Abarth, inizialmente solo per la Topolino, che riusciva ad aggiungere alla piccola utilitaria un suono aggressivo, oltre ad un piccolo aumento di potenza. Tuttavia l'auto era un'utopia, fino all'arrivo della proletaria Fiat 600, che diede ad Abarth un ottimo trampolino per far conoscere la sua innata abilità di elaboratore.

Le prime trasformazioni in "Derivazione"
Abarth, come lui stesso amava definirsi, era un creatore di auto "elaborate non preparate". Ed infatti il suo primo passo verso la gloria fu una cassetta di trasformazione Abarth per la Fiat 600. Questa idea gli venne quando presentò alla stampa la prima auto della sua casa automobilistica in serie, la "Fiat 600 derivazione Abarth 750". Come si deduce dal nome il primario intervento fu effettuato sulla cilindrata, ma mantenendo impostazione meccanica e componenti principali in comune con la berlina di serie, anche il telaio, per esempio, che nella versione speciale aerodinamica carrozzata Pininfarina, stabilì parecchi record internazionali, aumentando la fama che la casa dello Scorpione era riuscita a costruirsi.

La Abarth oggi
La caratteristica e rievocativa cassetta di trasformazione Abarth contenente il kit "assetto corse" (al suo interno contiene il kit per la Grande Punto Abarth)Nel 2007 la Fiat rilancia il leggendario marchio sportivo, che diventa il quarto marchio del gruppo; le sue vetture saranno vendute solo in 26 concessionarie scelte. La Fiat Grande Punto Abarth, uscita in autunno in due versioni da 155 e 180cv (con kit "esseesse"), è la prima ad aprire le danze per il rinato Scorpione, e verrà seguita, nel 2008, dalla Abarth 500, che, (anch'essa con relativo kit "esseesse") avrà una versione da 135cv e una da 155cv.

Interessante è la nuova politica adottata da Abarth riguardo ai componenti "avanzati" dopo aver portato una "Abarth Grande Punto" in una delle 26 concessionarie Abarth per installarvi lo step "esseesse", infatti le concessionarie autorizzate Abarth sono anche delle vere e proprie officine dove si può, in caso si è in possesso di una Abarth Grande Punto, tramite l'installazione di un kit, aumentare ancora di più le prestazioni di una vettura. Tale step può prevedere anche installazioni di elementi di quali cerchi da 18 pollici, molle ribassate, freni maggiorati e (come optional) anche elementi estetici quali sedili racing, copripedali specifici, poggiapiede in alluminio, ecc...) Esiste anche una versione "ridotta del kit "essesse", chiamata "Kit Assetto" che prevede l'installazione di tutti gli elementi inclusi nel kit EsseEsse (cerchi, freni, molle, ecc...) eccetto quelli necessari all'aumento delle prestazioni del motore (come, ad esempio, la turbina maggiorata, la frizione rinforzata, ecc...)

Tale politica verrà anche applicata alla Abarth 500 da novembre 2008 (mese in cui sarà disponibile il kit "esseesse").

I pezzi smontati dalle Abarth di serie (esse) per essere sostituiti dal preparatore e quindi avanzati, se in buono stato, potranno essere rivenduti (in libera trattativa) alle stesse concessionarie, ancora più interessante la possibilità di farlo via WEB proprio tramite un futuro spazio apposito sul sito Abarth.

La rete Abarth Oggi
La rete commerciale vanta di sole 26 concessionarie in Italia; al salone dell'automobile di Ginevra verranno svelati i piani dettagliati ma in occasione dell'inaugurazione della nuova sede Abarth nell'officina 83 di Mirafiori, Antonino Labate (responsabile “business operations”) ha dichiarato ufficiosamente che l'obbiettivo è di circa 70 concessionarie in Europa entro la fine del 2008 di cui 5 in Svizzera, molta attenzione verrà data alla Germania per la sua forte predisposizione alla sportività, al Belgio ed ai Paesi Bassi, dove il Made in Italy in campo automobilistico è ancora molto forte.

La Abarth Driving School
La Abarth Driving School è una scuola di guida sportiva Abarth ufficiale, nata dalla collaborazione fra l'azienda automobilistica e uno dei più celebri campioni di rally: il cavarzerano Sandro Munari e ha sede presso il circuito di prova del gruppo Fiat di Balocco in provincia di Vercelli. L'iniziativa nasce con l'intento di offrire la possibilità di apprendere tecniche di guida con una particolare attenzione alla sicurezza, e all'uso ottimale delle vetture sportive. Il corso di apprendimento consiste in lezioni sia teoriche che pratiche con relativo test finale conclusivo, strutturato con una sfida fra i partecipanti per verificare le conoscenze acquisite. [1]

Le autovetture
Particolarmente famose sono le Abarth derivate dalla Fiat 600, la prima di queste fu la Fiat-Abarth 750 che entrò in produzione nel 1956; per questo modello venne messo in vendita anche un kit di trasformazione per gli automobilisti amanti del "fai da te".

Furono inoltre importanti anche i popolari kit di trasformazione Abarth per la vecchia Fiat 500, che la rendevano più aggressiva e sportiva, senza limitarne la circolazione alla sola "pista": nel 1963 fu presentata la 595 Abarth, prodotta prima su base Fiat 500 D e poi su Fiat 500 F sino alla fine del 1971, mentre nel 1964 venne invece presentata la Fiat Abarth 595 SS. Nello stesso anno furono presentate anche la Fiat Abarth 695 e la Fiat Abarth 695 SS, entrambe con una cilindrata totale di 689 cm3. Le parti speciali caratterizzanti le versioni elaborate da Abarth erano composte da cruscotto (con strumentazione specifica provvista di tachimetro, contachilometri, contagiri, indicatore livello benzina e indicatore temperatura olio), volante a 3 razze, carburatore doppio corpo Solex C 28 PBJ montato su apposito alloggiamento in alluminio, coppa olio in alluminio, sistema di aspirazione e scarico dei gas specifici, ecc. Da menzionare anche il fatto che su queste versioni il portellone posteriore, che chiudeva il motore posto nel retro della vettura, veniva rialzato con dei fermi per aumentare il raffreddamento del motore stesso e quindi la sua efficienza.

Alla fine del 1960 la Abarth iniziò a costruire la Abarth 850 TC (Turismo Competizione), la cui versione stradale rimase in produzione fino al 1966. La Fiat forniva le 600 prive di alcune parti meccaniche, (albero motore, freni, carburatore e scarichi) che venivano montate dalla Abarth trasformando la 600 in 850 TC.

Nel corso del 1962, furono realizzate due varianti della 850:

la TC Nürburgring, il cui motore forniva 55 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Questa versione fu costruita per ricordare la vittoria di classe ottenuta, nel 1961, da un'Abarth 850 alla 500 Chilometri del Nürburgring;
la TC/SS, il cui motore dava 57 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Verso la fine del 1962, questa versione fu ribattezzata "850 TC Nürburgring Corsa".

Scheda tecnica della FIAT-Abarth 850 TC stradale
Abarth 850 TCMotore
Quattro cilindri in linea, montato posteriormente
Alimentazione con un carburatore Solex 32 PBIC
Cilindrata 847 cc
Misure dei cilindri: alesaggio di 62,5 mm, corsa di 69 mm
Potenza 52 cavalli CUNA a 5800 giri al minuto
Raffreddamento a liquido
Due valvole in testa per cilindro, comandate da aste e bilancieri.
Trasmissione
Trazione posteriore
Cambio: manuale a quattro marce.
Corpo vettura

La Abarth 1000 TCCarrozzeria portante, a quattro posti
Freni anteriori a disco
Freni posteriori a tamburo
Sospensioni a ruote indipendenti.
Velocità massima dichiarata: 140 km/h.
Sempre nel 1962, la 850 fu affiancata dalla FIAT-Abarth 1000, che era anch'essa derivata dalla FIAT 600, ma aveva il motore di 982 cmc, con 60 cavalli CUNA.

Non vanno dimenticate le versioni più sportive della FIAT-Abarth 1000 ovvero la TC [anche se la sigla Turismo-Corse non venne mai adottata dalla casa] con 85 CV di potenza e la TCR con testata radiale in grado di raggiungere i 115 CV. Con queste versioni la Abarth portava una grande serie di primizie nelle auto di piccola dimensione, ovvero i freni a disco su tutte e quattro le ruote, cambio a 5 marce e sospensioni a molla e ammortizzatore in quanto le balestre della 600 non erano in grado di fornire un adeguata tenuta di strada.

Un'altra versione da ricordare della 850 è la TC gruppo 5, realizzata nel 1968 per le gare. Il suo motore aveva le valvole radiali e forniva 93 cavalli.

La Abarth produsse molti dei modelli Fiat ed anche dei modelli Autobianchi (A112 Abarth) in versione sportiva.

Le sigle "esse" ed "esseesse"
Le versioni dei modelli Abarth si sono sempre distinte fra "esse" (sport) ed "esseesse" (super sport), le differenze fra le due versioni sono sempre state più particolarmente meccaniche anziché estetiche, tradizione ripresa anche oggi per i nuovi modelli del gruppo su base Fiat.


Modelli prodotti
Fiat Abarth 1000

Modelli del passato
Abarth 750
Abarth 850 TC
Fiat 595/695 Abarth
Abarth 1000 Berlina
Fiat 124 Abarth
Autobianchi A112 Abarth
Abarth SE030
Fiat 131 Abarth Rally
Fiat Ritmo 105 TC Abarth
Fiat Ritmo 125 TC Abarth
Fiat Ritmo 130 TC Abarth
Fiat Punto Abarth (solo versione da rally)

Produzione attuale
Abarth Grande Punto da fine 2007 sul listino (kit "esseesse" dal 22 maggio 2008 sul listino)
Abarth 500 da luglio 2008 sul listino (con relativo kit "esseesse" da novembre 2008 sul listino)

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 Oggetto del messaggio: Re: 15.11.2008 > 100 anni fà nasceva il mitico Karl ABARTH
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