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 Oggetto del messaggio: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubblica
Numero Post: 1 MessaggioInviato: giovedì 12 agosto 2010, 11:16 
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tratto da http://www.repubblica.it/motori/attuali ... ef=HREC1-6

Cita:
"Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto"

Il presidente della Federauto, associazione concessionari Italiani: "Produrre da noi non conviene più. E in questo contesto la strategia Fiat è una manna dal cielo".

Il numero uno dei concessionari italiani, Filippo Pavan Bernacchi, presidente della neonata Federauto, l'associazione dei concessionari d'auto di tutti i brand commercializzati in Italia, entra sul tema caldo del mondo dell'auto in Italia. Un'analisi che arriva dal rappresentante di una categoria che ha in mano il rapporto con i Clienti sia per la vendita delle vetture e dei ricambi sia per l'assistenza. Insomma da chi conosce bene il settore perché dietro un colosso come la Fiat ci sono migliaia di piccole aziende dell'indotto. Ecco la sua lettera, che riceviamo e pubblichiamo integralmente. (v.bo.)

"In Europa Occidentale produrre non conviene più. Questo è la madre di tutti i problemi. I fattori sono molteplici. Prima di tutto vi è il costo del lavoro; se paragonato a quello di Cina e India, non c'è match. Battuti in partenza. Ma anche verso i paesi dell'Europa dell'Est, o della ex-Jugoslavia, c'è un abisso. Poi c'è l'aspetto della produttività. Quei popoli hanno fame, anche di lavorare, per cui nel lavoro ci mettono l'anima e sono disponibili a sacrifici su turni notturni o festivi. Come noi nel dopoguerra, per intenderci. Si passa poi agli aspetti sindacali. I sindacati, da noi, sono stati importantissimi in passato per tutelare i lavoratori che non beneficiavano neppure dei diritti elementari. Ora però si invertito il rapporto di forza. I lavoratori sono iper-tutelati e licenziare qualcuno quando l'azienda naviga in cattive acque, o che: rema contro, non produce, si dà malato strumentalmente... è quasi impossibile. E se un imprenditore ci prova il giudice del lavoro, molto spesso, reintegra il dipendente nel suo ruolo comminando all'azienda pesanti sanzioni. Si aggiunga l'estrema facilità con cui si può venire in possesso di un certificato medico che esime il beneficiario dal presentarsi al lavoro e il gioco è fatto. D'altronde questo è il Paese dei falsi invalidi. Poi ci sono le regole per la sicurezza sul lavoro e contro l'inquinamento. Sono sacrosante, ma in un mondo globalizzato o le adottano tutti i paesi, affrontandone i costi - che poi fanno salire i prezzi dei prodotti - oppure chi le applica è tagliato fuori dal Mercato. E quindi molte leggi dovrebbero essere paradossalmente adottate a livello mondiale: tutela lavoratori, tutela ambiente, orario settimanale, straordinari, cuneo fiscale, lavoro minorile, donne e maternità. Solo così si potrebbe competere ad armi pari. Utopia, certo, ma così stanno le cose.

E così le aziende produttrici che vogliono sopravvivere in questo mercato competitivo devono delocalizzare. Si chiudono le fabbriche in Italia, licenziando centinaia di migliaia di lavoratori, e si riaprono in Polonia, Slovenia o, perché no, in Cina o Romania. Quei paesi fanno ponti d'oro alle imprese perché gli insediamenti produttivi portano benessere e danno posti di lavoro. E quindi via agli sgravi fiscali, ad aiuti di stato, a contratti per i lavoratori "light", a occhi chiusi su molti aspetti, e chi più ne ha più ne metta.

"In questo contesto arriva un "pazzo" vero, di nome fa Sergio Marchionne. Cosa vorrebbe fare costui? Potenziare la produzione del Gruppo Fiat in Italia! Controtendenza rispetto a quasi tutte le aziende che se ne vanno bellamente all'estero. Certo, vuole anche chiudere degli stabilimenti. Ma che matrice hanno certe fabbriche? Sono state insediate per soddisfare logiche industriali o "politiche"? La risposta è la seconda. Si pensi solo ai costi logistici e di trasporto. Certo, la Fiat in passato è stata aiutata tantissimo dai Governi in carica. Come pure tutti i produttori esteri nei mercati domestici. Ma ora che lo Stato si è sfilato non ci si meravigli se Marchionne, calcolatrice alla mano, spiega che non conviene e che si deve chiudere. Non dimentichiamo anche che al Sud operano le varie mafie, e che non è pensabile che queste si fermino fuori dai cancelli degli stabilimenti. Un altro grosso problema per chi vuole fare impresa."

"Ecco perché Marchionne è un "pazzo" vero. Ma come, quasi tutti i produttori, dal tessile alla componentistica, sognano di lasciare il sacro suolo, e lui cosa vorrebbe fare? Investire una valanga di milioni di euro in Italia, potenziare gli stabilimenti, aumentare la produttività. Certo, chiede anche sacrifici (remunerati) ai lavoratori, e un nuovo approccio al bene primario e irrinunciabile che è il Lavoro. No, è troppo. Certi sindacati preferiscono non considerare che il mondo non è più quello di tre anni fa. Allora meglio contratti d'acciaio, blindati, tutelatissimi, intoccabili, nei secoli dei secoli. Peccato che ne beneficeranno sempre meno dipendenti perché gli imprenditori che possono, da qualche anno, se ne vanno all'estero. Quelli che non falliscono, ben inteso. E quindi propongo di cambiare l'articolo 1 della Costituzione da: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro" in : "L'Italia è una Repubblica democratica, un tempo fondata sul lavoro".

"Ma se nessuno lavorerà, venendo meno la capacità di spesa e la propensione all'acquisto delle famiglie, come sopravvivrà la nostra economia?"

(12 agosto 2010)

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 2 MessaggioInviato: lunedì 30 agosto 2010, 23:10 
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È una situazione difficile e nn si può certo risolvere in 4 righe. Di certo la FIAT non ha molte scelte. Non potrà mai competere contro chi produce nell'est, soprattutto se si ritrovano con le fabbriche deserte ogni volta che c'è una partita di calcio... Il grosso problema sono i sindacati e tutti i diritti (alcuni leciti, altri meno) che i dipendenti FIAT richiedono. Non sono comunque questioni di cui si può occupare la FIAT, che tra l'altro fa vetture economiche, che hanno margini ristrettissimi rispetto, ad esempio, alle grosse auto tedesche. Il vero segreto è fare ciò che i paesi dell'est non sono in grado di fare (ricerca, sviluppo e progettazione, oltre che i lavori più delicati nel campo dell'alta tecnologia).

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 3 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 9:13 
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E' risaputo che nell'Europa dell'EST, oggi meno di alcuni anni fa) il costo del lavoro è decisamente più basso che nel mondo occidentale. Quando un'azienda decide di impiantare la propria produzione in Romania piuttosto che in Italia lo fa per questo e lo fa perchè il governo locale li incentiva con una riduzione sulle tasse e sulle forniture energetiche (che, nel caso di un'azienda automobilistica sono una voce non di poco conto). In questo modo il margine di guadagno aumenterà.

In Italia servirebbero meno tasse: pensate a quanto incassa lo stato dal settore automotive solo in tasse. Dall'acquisto del veicolo, dalla sua immatricolazione, dalla polizza che si stipula, dalla manutenzione, dagli accessori aftermarket che uno poi si compra solo nel momento in cui l'acquirente l'acquista.

P.S. trovo molto divertente il fatto che, in concomitanza con le partite del Napoli o della Nazionale, negli stabilimenti si verifichi un alto tasso di assenteismo. Forse senza questi comportamente...

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 4 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 9:30 
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Una premessa: chi è talmente stupido da licenziare dei buoni lavoratori? Quindi ad essere licenziati sono i pessimi lavoratori. Purtroppo è la cruda realtà, negli anni '70 guadagnavo bene, ero giovane con tanta ambizione e questo faceva sì che il datore di lavoro mi remunerasse per le mie capacità. Ho visto mandare via tanti fannulloni, ragazzi che andavano a lavorare solo perchè costretti. Oggi questi fannulloni, se licenziati, devono essere reintegrati in azienda, con quali costi per una azienda? e non parlo di Fiat o mediaset, ma, più semplicemente, del piccolo artigiano che deve contare l'euro a fine mese per non chiudere baracca. Viviamo una triste realtà, non si chiude per mancanza di lavoro, si chiude per i costi esagerati imposti dai governi e se a questi aggiungiamo l'impossibilità di lavorare bene....la somma fà il fallimento.

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 5 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 11:46 
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Il fannullone non lo assume nessuno se non raccomandato...quindi, che non mi si vengano a lamentare quando poi fa danni e lo si vuole licenziare..da me è successo questo: un ragazzo è stato raccomandato da molto in alto..vi assicuro che difficilmente riuscireste a trovare una persona così stupida al mondo..godo da matti quando fa danni all'azienda, e non lo possono nemmeno licenziare..di contro, m'infastidisce molto dover fare il mio e il suo lavoro (stessa cosa pensano gli altri colleghi), perk è talmente stupido, da aver buttato una scatola con accessori da vendere in un compattatore..per fortuna la sua stupidità, non gli ha fatto schiacciare il tasto "avvio ciclo".. :lol:

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"A me non interessa sentirmi intelligente ascoltando dei cretini che parlano…preferisco sentirmi cretino ascoltando una persona eccelsa" [F. Battiato, da un intervista sulla tv e sui reality]

"La letteratura deve essere al servizio della società immergendosi nella realtà, intervenendo, e gli scrittori non possono semplicemente scrivere per intrattenere o per speculare sulla società. Devono avere un ruolo attivo. La parola è potere, ed è ancora più potente quando diventa d'uso comune. E questo è il motivo per cui uno scrittore che prende parte, veicola il suo messaggio con più efficacia che quello che invece scrive aspettando il tempo in cui si realizzino le sue fantasie." Ken Saro-Wiwa

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 6 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 11:50 
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la verità è che fiat come alitalia,rai ecc ecc è sempre stato un bacino di voti..

tu mi voti io ti do lavoro...

quindi ora fiat si trova con centinaia o miliaia di gente non qualificata li solo per raccomandazione e che pretendono sempre più ma nessuno pensa al lavoro..

e infatti a pari restibuzione,pari costi,pari tutto gli operai italiani rendono dal 25 al 50% in meno rispetto all'estero..

non sono per lo schiavismo o l'annullamento dei diritti dei lavoratori..ma bisogna far capire a certa gente che non ci sono solo diritti ma anche doveri..

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Numero Post: 7 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 12:27 
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FIAT, come qualsiasi altra azienda automobilista, fa dei corsi di formazione per gli operai (lo stesso dicasi per le officine autorizzate) affichè siano in grado di utilizzare al meglio gli utensili sulla catena di montaggio e per imparare le varie operazioni di assemblaggio.

Purtroppo se la qualità degli stabilimenti italiani è bassa è perchè queste nozioni vengono mal recepite da chi lavora.

Se chi lavora male o non ha proprio voglia di lavorare potesse essere licenziato punto e basta (questo genericamente parlando, non solo nel caso specifico di FIAT), la qualità delle produzioni industriali o di qualsiasi altro lavoro sarebbe molto più alta, con soddisfazione anche del lavoratore che potrebeb essere ricompensato con dei premi di produzione (in Giappone gli incentivi sulla produzione sono un sistema che funziona molto bene, difatti la qualità dei marchi giapponesi, a parte qualche scivolone progettuale, è molto elevata).

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Numero Post: 8 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 12:34 
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papo1984 ha scritto:
la verità è che fiat come alitalia,rai ecc ecc è sempre stato un bacino di voti..

tu mi voti io ti do lavoro...

quindi ora fiat si trova con centinaia o miliaia di gente non qualificata li solo per raccomandazione e che pretendono sempre più ma nessuno pensa al lavoro..

e infatti a pari restibuzione,pari costi,pari tutto gli operai italiani rendono dal 25 al 50% in meno rispetto all'estero..

non sono per lo schiavismo o l'annullamento dei diritti dei lavoratori..ma bisogna far capire a certa gente che non ci sono solo diritti ma anche doveri..



quoto pienamente. Bisogna pagare il personale per quello che vale. Se lavora tra il 25 e il 50% in meno anche la paga deve essere proporzionata, ma in Italia non si può. Dalle mie parti c'è gente che tutti i sabato sono malati alla fiat per fare i camerieri ai matrimoni... Sulla stampa locale ha avuto rilievo anche il caso di un dipendente fiat che ha preso un giorno per accompagnare il figlio a una visita medica e poi è stato ripreso dalle telecamere a napoli durante uno sciopero. È stato licenziato, ma ora i sindacati hanno promesso fuoco e fiamme. La maggior parte dei dipendenti nn si sente parte dell'azienza e il distacco tra datore e dipendente è troppo ampio.

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Numero Post: 9 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 15:24 
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Ecco questo è un caso assurdo, i sindacati devon difendere i lavoratori, ma non quando cercan di truffare in maniera simile l'azienda. Come quando a Malpensa han dovuto reintegrare quelli beccati a rubare.

Però non dimentichiamo un'altra cosa, certi paesi sono più economici non tanto per la manodopera, quanto per i minori costi per la sicurezza, l'inquinamento... Anche per gli investimenti: certi macchinari che di per sè funzionano bene, ma non sono a norma, li si compra qui per un tozzo di pane e li si usa nell'est.

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Numero Post: 10 MessaggioInviato: martedì 31 agosto 2010, 16:44 
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Sui macchinari no, perchè altrimenti ci ritroveremmo con delgli autoveicoli con assemblaggi "sballati" a livello qualitativo a seconda dello stabilimento in cui sono stati prodotti. Infatti, un macchinario usato ad esempio per il montaggio delle plance all'interno dell'abitaoclo sarà programmato e progettato a seconda degli spazi disponibili, delle tolleranze che ci devono essere, etc etc.

Quando si progetta un autoveicolo si procede in parallello anche con l'ingegnerizzazione della linea di montaggio, per ottimizzare l'assemblaggio, i costi e i tempi di fabbricazione del prodotto.

Quello che può essere senz altro vero è che magari la sicurezza o il controllo delle emissioni non sarà accurato come in Italia o come in qualunque altro paese occidentale, questo dipende dalle leggi statali.

I premi di produzione servono proprio a sensibilizzare il lavoratore a svolgere meglio il proprio compito: da qui si va a creare poi il "clima aziendale" che servirà a far sì che il lavoro proceda bene, senza intoppi e rispettando gli standard di qualità.

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Attenzione che i problemi sono molteplici,và bene cacciare via i fannulloni questo è ovvio,và bene aumentare la produttività,và benissimo cambiare un atteggiamento da parte dei sindacati e anche dei giudici del lavoro che spesso sembra vogliano difendere quelli che non lavorano,sono pienamente daccordo,ma che direzione vogliamo prendere??? siamo noi (definiamoci occidentali) che dobbiamo tornare indietro e avere meno tutele,oppure dobbiamo fare in modo che tutti abbiamo un minimo di tutela anche quei paesi dove il costo del lavoro è inferiore? Abbassiamo i costi OK eliminiamo i contributi per la malattia,tanto "chissenefrega quello che si ammala poi lo lascio a casa!" eliminiamo i contributi per la pensione "tanto per come lo faccio lavorare alla pensione non ci arriva nemmeno!",lavoriamo 15 ore al giorno! e cose di questo tipo. La direzione che stanno prendendo è questa e per come vedo le cose non ci sono possibilità di andare diversamente perchè è vero che certi settori non possono reggere il confronto come costi con quelli emergenti e quindi mi dispiace,ma sono settori che presto o tardi devono scomparire.Parlo dell'operaio e non dei lavori artigiani che ci saranno sempre. Qualche cosa si può certamente migliorare a livello di costi e anche aumentare la produttività,ma io dico che con lo stipendio di un operaio medio italiano è meglio far fare la macchina all'estero altrimenti questo operaio la macchina non se la potrebbe nemmeno permettere....


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con lo stipendio di un operaio medio italiano è meglio far fare la macchina all'estero altrimenti questo operaio la macchina non se la potrebbe nemmeno permettere....[/quote]
hai detto bene l'operaio dove lavoro io lavora tanto ma prende poco siamo attorno ai 1000 1100 euro al mese e vi assicuro che sono lavori pesanti io faccio l'elettricista e prendo un po di piu ma non molto e si lavora sempre tanto :incazz:


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save85 ha scritto:
Sui macchinari no, perchè altrimenti ci ritroveremmo con delgli autoveicoli con assemblaggi "sballati" a livello qualitativo a seconda dello stabilimento in cui sono stati prodotti. Infatti, un macchinario usato ad esempio per il montaggio delle plance all'interno dell'abitaoclo sarà programmato e progettato a seconda degli spazi disponibili, delle tolleranze che ci devono essere, etc etc.

Non devono essere sballati, posson esser non a norma e funzionare benissimo, e la linea può essere progettata in funzione di detti macchinari. Molti macchinari non sono così specifici per una singola operazione, sono adattabili.

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jefe75 ha scritto:
Attenzione che i problemi sono molteplici,và bene cacciare via i fannulloni questo è ovvio,và bene aumentare la produttività,và benissimo cambiare un atteggiamento da parte dei sindacati e anche dei giudici del lavoro che spesso sembra vogliano difendere quelli che non lavorano,sono pienamente daccordo,ma che direzione vogliamo prendere??? siamo noi (definiamoci occidentali) che dobbiamo tornare indietro e avere meno tutele,oppure dobbiamo fare in modo che tutti abbiamo un minimo di tutela anche quei paesi dove il costo del lavoro è inferiore? Abbassiamo i costi OK eliminiamo i contributi per la malattia,tanto "chissenefrega quello che si ammala poi lo lascio a casa!" eliminiamo i contributi per la pensione "tanto per come lo faccio lavorare alla pensione non ci arriva nemmeno!",lavoriamo 15 ore al giorno! e cose di questo tipo. La direzione che stanno prendendo è questa e per come vedo le cose non ci sono possibilità di andare diversamente perchè è vero che certi settori non possono reggere il confronto come costi con quelli emergenti e quindi mi dispiace,ma sono settori che presto o tardi devono scomparire.Parlo dell'operaio e non dei lavori artigiani che ci saranno sempre. Qualche cosa si può certamente migliorare a livello di costi e anche aumentare la produttività,ma io dico che con lo stipendio di un operaio medio italiano è meglio far fare la macchina all'estero altrimenti questo operaio la macchina non se la potrebbe nemmeno permettere....


sicuramente l'ideale sarebbe quello di esportare i nostri standard di sicurezza e tutela dei lavoratori anche all'estero. Comunque non mi sembra vero che nn ci possono più essere gli operai. Ad esempio le case tedesche costruiscono ancora tutto in Germania o al limite negli USA...

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 15 MessaggioInviato: mercoledì 1 settembre 2010, 11:50 
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Per quanto riguarda la germania hai ragione,ma loro sono avanti rispetto a noi di anni luce... per gli USA ci sono troppe differenze nel senso che là le tutele sono troppo diverse rispetto alle nostre.


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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 16 MessaggioInviato: mercoledì 1 settembre 2010, 12:52 
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Le tutele sono più o meno le stesse in tutti i paesi dell'occidente (magari con enti previdenziali diversi ecc ecc, ma alla fine il succo è quello)..il discorso di fondo invece è che i giornali, telegiornali ecc, stanno facendo passare l'idea che il problema sia diventato l'operaio, perchè troppo tutelato, fannullone, ecc ecc...e a leggere i commenti ci stanno riuscendo benissimo.

Il discorso vero è questo:

Cita:
la verità è che fiat come alitalia,rai ecc ecc è sempre stato un bacino di voti..

tu mi voti io ti do lavoro...

quindi ora fiat si trova con centinaia o miliaia di gente non qualificata li solo per raccomandazione e che pretendono sempre più ma nessuno pensa al lavoro..


I politici hanno creato questo, non i lavoratori seri, per cui ogni singolo diritto è guadagnato da ogni singolo giorno in cui lavora.. -_-

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 17 MessaggioInviato: mercoledì 1 settembre 2010, 13:01 
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il sindacato è un partito politico e come tale ha preso milioni di voti dai lavoratori (me compreso), l'unico modo per "riparare" agli errori di assunzione è chiudere. L'ho pagato a caro prezzo ma non ho avuto alternative, ho rinunciato a molto lavoro e molti posti di lavoro. Triste realtà :(

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 Oggetto del messaggio: Re: Fabbricare in Italia? Impossibile per l'auto - La Repubb
Numero Post: 18 MessaggioInviato: mercoledì 1 settembre 2010, 13:12 
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Clothar ha scritto:
l'unico modo per "riparare" agli errori di assunzione è chiudere.


Beh allora, appena fiat delocalizza, non avrò più motivo di comprare un solo suo prodotto..l'ho già detto tempo fa, prima o poi sposteranno progettazione e ingegnerizzazione in cina o india, dove gli ingegneri non mancano ma costano 1\5 ..

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Numero Post: 19 MessaggioInviato: mercoledì 1 settembre 2010, 13:14 
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Dominik sono daccordo con te però, se la FIAT fosse ancora così legata alla politica italiana, preferirebbe continuare ad avere questo bacino di voti. Il fatto che sta delocalizzando molte attività è (strano a dirsi) un buon segno di emancipazione della FIAT dalla politica. A me sembra che FIAT stia cercando di migliorare la produttività indipendentemente dalle richieste della politica, ma si è accorta che non è più possibile risanare una situazione comandata solo dai sindacati e da operai fannulloni. Poi ovviamente se i sindacati e gli operai si comportano così non è un caso e non è tutta colpa loro, ma è dovuto sicuramente a ciò che è avvenuto in passato...

Sinceramente se i prodotti finiti verranno a costare un quinto io avrò motivo di comprarli. Se delocalizzano solo per aumentare i propri margini allora no.

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Nitroxid ha scritto:
Se delocalizzano solo per aumentare i propri margini allora no.


Sicuramente non delocalizzano per fare beneficenza..non mi risulta che la 500 e la grande punto\punto evo siano regalate..anzi, nel caso della grande punto\punto evo, si possono trovare ottime alternative allo stesso prezzo, e tralasciano il motore (facendo finta ke il mjet\benza siano i migliori in assoluto) sarebbero anke migliori a livello di telaio e sospensioni..

Quindi il discorso, tralasciando la politica si chiude qui:

Cita:
delocalizzano solo per aumentare i propri margini


Se poi aggiungiamo il discorso che, nell'est europa la politica locale sta incentivando la Fiat con sconti sull'energia e detassazione..............

Questo è quanto penso della gestione marchionne.

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